RAVVEDIMENTO OPEROSO: OPERA ANCHE SE C'E' PARZIALE PAGAMENTO

 

“Il ravvedimento insufficiente sotto il profilo di interessi e sanzioni non comporta l'inefficacia del ravvedimento se è evidente che il contribuente vuole regolarizzare la propria posizione"...

E' quanto stabilito dalla recentissima sentenza emessa dalla CTP di Enna che, a seguito di alcuni ricorso presentati dai contribuenti associati al sindacato SUNIA, difesi dagli Avv.ti Gabriella Motta e Fabio Rampello, ha accolto tutti i motivi di ricorso annullando degli avvisi di liquidazioni emessi per il parziale pagamento della sanzione per omessa registrazione.

il caso in oggetto riguarda alcuni provvedimenti emessi dall’agenzia delle entrate a mezzo dei quali per effetto di un errore nel pagamento della sanzione da parte del contribuente accertava il mancato perfezionamento del ravvedimento operoso e dunque revocava il regime sanzionatorio ridotto (1/9 del minimo della sanzione di cui all’art. 13 comma 1 lett. b del D.lgs. 472/1997) ed applicava, per intero, la sanzione dovuta per la tardiva registrazione di un contratto di locazione.

I contribuenti ricorrevano in CTP lamentando numerose illegittimità dell’atto impositivo tra cui, appunto, la revoca ingiustificata ed illegittima del ravvedimento operoso. A prescindere dall’analisi della fattispecie concreta (per chi volesse approfondire si allega la sentenza) la CTP ha dimostrato grande sensibilità esegetica e giuridica nel riconoscere l’importanza, ai fini del dell’applicazione della sanzione amministrativa tributaria, dei principi di colpevolezza, di non punibilità e di gradualità della sanzione, già ampiamente battuti e richiamati per le fattispecie di illeciti penali tributari.

Del resto, la conferma di quanto sostenuto viene proprio da una stessa circolare dell’Agenzia delle Entrate richiamata dai difensori dei ricorrenti nella quale l’amministrazione, in risposta all’interpello per un caso simile ha stabilito il principio secondo cui il ravvedimento operoso produce i suoi effetti anche quando il conteggio dell’imposta, degli interessi e delle sanzioni è inesatto, restando valido limitatamente alla parte di pagamento effettuata regolarmente, con la conseguenza che l’ufficio irrogherà la sanzione solo sulla parte del pagamento non effettuata.

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